La Battaglia di Franco finisce in zuppa di porro…insapore

***Aggiornamento: ci segnalano che l’autore del post è già famoso alle cronache per altri “errori”, questa volta su carta stampata***

Talvolta ci segnalano articoli, post e blog che cercano di indicizzarsi usando l’amo della mobilità elettrica tra cui l’hashtag “Tesla”, “Elon Musk” etc…etc…

La maggior parte delle volte sorvoliamo, anche perché parlarne o fare un debunking serve comunque a guadagnare quelle tristi indicizzazioni che servono a campare o anche solo a vestirsi di vanagloria: anche per questo motivo troverete gli screenshot del sito ma omettiamo di scrivere (e dunque dare in pasto) la url o il nome dell’autore, tanto se siete su queste pagine, è perché “l’articolo” lo avete letto.

Partiamo da uno degli ingredienti peggiori della zuppa: identificare il consumo di un’auto elettrica in “ore” e non in Wh/km. È esattamente come dire che la l’auto a benzina di tizio caio ha un’autonomia di 5 ore. Ma cosa significa ? Nulla. Potrebbe dirlo un bambino (e nemmeno qui ne sono certo), quello da cui non ci si aspetta una baggianata simile è un tecnico, sia esso un elettricista o un ingegnere.

Il consumo medio di una moderna utilitaria elettrica può arrivare a soli 120Wh/km ovvero 1,2kWh per 10km, 12kWh per 100 km. Una smart consuma ancora meno.

Recentemente durante il Tesla Destination Tour di Lucca, una Tesla Model 3 è partita da Milano per raggiungere Lucca: 3 adulti, attrezzatura di VideoMaker e fotografa + bagagli per tre giorni = 160Wh/km in autostrada…

Infine chiudiamo con il grande classico del “non può cambiare niente”. Viviamo uno dei periodi più spettacolari della tecnologia, che vede protagonista l’elettronica e l’elettrotecnica, ma anche la chimica e talvolta la stessa fisica, sconvolgendo il settore aerospaziale tanto quanto quello medico e dell’elettronica di consumo.

Tesla ha sempre preferito la pratica ai luoghi comuni, i fatti alle chiacchiere e la sorpresa alla noia. Forse ecco, la chiave di tutto è la noia e non l’impreparazione, sono certo che questa “zuppa non sarebbe stata cucinata” se l’autore sapesse davvero cos’è la mobilità elettrica.

Chiudere un articolo invitandoci a riflettere su “quanto tempo impiega il nostro telefonino a ricaricarsi” ci fa capire che Battaglia si sia fermato a prima dello SmartPhone…

Daniele Invernizzi

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