La sigaretta inquina come il Diesel

Diciamoci la verità: quasi tutti fumiamo: se non è così vero per le sigarette, lo è quasi certamente per la nostra auto. O almeno fuma la caldaia di casa o il romantico caminetto. Da quando l’uomo ha scoperto la meraviglia della combustione, ne è stato stregato tanto da imbrigliarla per trasformarla anche in movimento.

Ma non estremizziamo: anche chi guida elettrico a volte fuma e magari è tra quelli che butta la cicca a terra o ai primi freddi brucia quintali di legna, salvo poi arrabbiarsi con chi inquina con la vecchia diesel (eh si la perfezione è lontana e gli elettrici non sono monaci). I “vizi” sono tali perché conformi, amalgamati alla nostra quotidianità, diffusi ed estensione essi stessi del nostro modo di vivere e presentarci al mondo esterno.

In particolare poi, sigaretta ed auto sono due inquinatori che fanno parte della vita di tutti i giorni di gran parte della popolazione e della routine di molti, anche se il vizio del fumo è più demonizzato perché puzza ed è visibile, tangibile, allontanato e ghettizzato per legge, tenuto alla larga violentemente ad esempio dai nascituri tramite la loro naturale fonte di cibo ed ossigeno, la mamma.

Eppure un’auto diesel ed una sigaretta sono molto simili e convivono entrambi nella peggiore lista degli inquinanti aerei cancerogeni, la categoria1 dell’OMS, senza che sia fatto in realtà molto per tenere gli scarichi lontani da donne incinte e dai cancelli delle scuole: provate a pensare al traffico ed all’aria che si respira davanti alla maggior parte delle scuole alle otto di mattina ed al suono della Campanella di fine lezioni (in questo studio quello che respirano i bambini nel passeggino)

Se la sigaretta è un vizio, l’auto è uno strumento ma per entrambi non possiamo girarci dall’altra parte ed aspettare che siano gli altri a fare qualcosa.

Non potete decidere l’aria che respirerà vostro figlio fuori e dentro casa, proprio nella fase più delicata del suo accrescimento, nella quale potete invece decidere cosa può mangiare

Non vogliamo immaginare di avere tra i prodotti più venduti le mascherine antismog che la maggior parte dei bambini di altri paesi industrializzati come la Cina normalmente indossano per uscire di casa.

Vogliamo invece immaginare di essere sulla rotta giusta, quella che ci allontana dalla boa di non ritorno verso una armonia dettata dalla tecnologia.

Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa anche mentre politici e tecnici come noi lavorano ogni giorno alla ricerca dell’efficienza anche al fianco di chi governa, trovando soluzioni, sperimentando e confrontandosi con altri esperti, in una forma mentis di continuo accrescimento professionale.

Ognuno può fare scelte, smettendo di fumare ma anche usando meno l’auto è scegliendola elettrica, ma sopratutto dando l’esempio migliore ai propri figli, ai colleghi e clienti: quello della coerenza di un messaggio che ha condiviso, perché le alternative ci sono in misura direttamente proporzionale alle scuse per non adottarle, si chiama pigrizia da abitudine arrendevole.

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