La salute di Tesla, la salute di Elon

E’ stato ed è un anno definito “excruciating” ovvero estremamente doloroso ha ammesso Elon Musk nel corso di una intervista rilasciata al New York Times, intervista inframmezzata da colpi di tosse e momenti di pensieroso silenzio.

Elon negli ultimi mesi ha trascorso la sua vita letteralmente in Tesla, ma non a bordo dell’auto californiana, piuttosto serrato nella sua fabbrica per giorni interi e lavorando anche per 24 ore, come nel giorno del suo quarantasettesimo compleanno ed anche poco prima e poco dopo il matrimonio del fratello Kimbal del quale è stato testimone.

Lontano da amici, figli, compleanni ed avvenimenti, il nostro ha lavorato più di 16 ore al giorno 7/7 e senza un giorno di vacanza. Dal 2001 assieme alla reputazione di Tesla anche la salute di Elon è messa a dura prova; per riposare ha usato spesso sonniferi e – quando non dorme – magari si trova a twittare messaggi dirompenti come l’annuncio di delistare Tesla dal mercato azionario rendendola privata.

“Credo che il peggio sia oramai alle spalle per Tesla, ma da un punto di vista personale, il peggio deve ancora arrivare”

queste le parole di Elon, parole che fanno scivolare la memoria a poche settimane fa, focalizzandola sui famosi short sellers – ovvero investitori che scommettono sul ribasso del titolo – investitori che hanno torturato Elon con mesi di fake news sulla imminente distruzione di Tesla, rincarando la dose quando possibile con il chiaro obiettivo del profitto basato sulle menzogne volte al crollo del titolo.

Tesla è passata da start up a piccolo produttore automobilistico attraverso la fiducia di centinaia di migliaia di owners nel mondo che spesso e volentieri hanno acquistato a scatola chiusa auto elettriche di categoria Premium che oggi girano sulle strade di tutto il mondo.

Dal momento che la piena governance del gruppo californiano è nelle mani del 47enne sudafricano, la ricerca di una spalla destra in grado di dirigere Tesla nel suo periodo più importante dopo quindici anni, è in corso da parecchio tempo

“Se avete qualcuno in grado di fare un lavoro migliore presentatemelo: potrei cedergli le briglie oggi stesso

Queste le parole del numero uno di Tesla a conclusione dell’intervista, parole che nel mondo del business ad alta crescita ed innovazione, basato sulle capacità e la vision di un singolo, non suonano nuove: tanti grandi imprenditori sono dovuti scendere a compromessi cedendo le famose briglie o comunque condividendo la guida della dirigenza, prima di perdere il controllo e portare fuori strada cavalli, carrozza e passeggeri.

La strada per la continuità di un gruppo infatti passa anche dalla capacità di creare un team di gregari fidati, operazione molto difficile per molti imprenditori, tra i quali proprio il nostro Elon, i quali spesso hanno il master plan ben fisso in mente e – pur essendo capaci comunicatori – spesso non sono in grado di trasferirlo ad un secondo o semplicemente il gregario non è in grado di recepirlo e trasformarlo in realtà.

Noi di Tesla Owners Italia ogni giorno incontriamo persone affascinate dalla visione di Musk, dal progetto di transizione dal fossile alle rinnovabili, passando per forme alternative di trasporto elettrico fino alla colonizzazione di Marte: Tesla non è nata con Elon ma si deve a lui l’aver trasformato una idea ed un primo prototipo nell’azienda che è nei pensieri di tutti i costruttori di auto e nei sogni di milioni di persone: un esercito che pacificamente e con piccoli passi tutti i giorni sta cambiando il mondo!

di Luca del Bo

& Daniele Invernizzi

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